Patrizia Patini 25/03
Discorso di Patrizia Patini - Atina Libera – martedì 25 marzo 2008 – ore 20,30
Mi sembra insolito aprire un dialogo con i miei concittadini presentandomi con nome e cognome, vivo da 30 anni in questo paese e molti mi conoscono per aver sempre partecipato al contesto sociale ed economico di Atina, ma voi oggi siete i miei potenziali elettori e da voi devo guadagnare il consenso per portare avanti il nostro progetto di paese, comunque sia io sono Patrizia Patini, le mie radici sono qui , sono in questa piazza ed è per questo motivo che sono entrata nella lista “Atina Libera”, per condividere la scelta libera ed indipendente di un gruppo di donne pronte ad esprimere il proprio pensiero politico sulle decisioni riguardanti la Pubblica Amministrazione del Comune. La lista elettorale di Atina Libera si è caratterizzata proprio per aver integrato nel programma alcuni punti essenziali del progetto di sviluppo del movimento femminile Leali per Atina …(prosegui a braccio spiegando leali) …
Leali per Atina è un movimento che crede nel rinnovamento del nostro comune.
La novità della lista è scaturita non solo dai contenuti programmatici che inducono alla partecipazione e alla trasparenza, ma da una evidente apertura al dialogo e al confronto con quella parte dei cittadini che rappresenta la vitalità e la continuità del paese: le donne.
Le donne presenti in questa lista fanno riferimento ad un movimento politico trasversale che ha fatto un lavoro di analisi dei problemi e delle soluzioni da dare a questo paese ed ha voluto a tutti i costi essere presente nel confronto politico che ci accingiamo ad affrontare, un confronto sulla base di idee, sulla base delle competenze e delle capacità professionali, sulla voglia di investire le proprie risorse a vantaggio della crescita e dello sviluppo della nostra Atina. La nostra presenza quindi è la dimostrazione del cambiamento che si vuole intraprendere, è l’espressione dell’affermazione dei diritti femminili che ha trovato giusta collocazione in quella rosa ben visibile nel logo della lista Atina Libera. Quella rosa …siamo noi!
Dobbiamo riconoscere al nostro candidato a sindaco Giandomenico Bastianelli, l’aver accolto la rosa con l’entusiasmo e la consapevolezza di un mutamento radicale, di essere stato l’unico ad aver accolto il nostro contributo sulle problematiche della famiglia, istruzione, disagi dei bambini e degli anziani, e l’aver messo in pratica le parole fin troppo abusate e senza concretezza, quali democrazia e libertà, combinando un mix di valori che riteniamo le fondamenta dell’edificio politico che questa lista vuole costruire per il bene della città.
La nostra squadra entra con un nuovo stile nella competizione. La scelta dei candidati è stata fatta contando su persone risolute e volenterose. Ambiguità, complotti, dietrologie, burattini e burattinai, sono concetti estranei alla logica della nostra strategia.
Noi vogliamo un nuovo modello di paese condiviso e partecipato dai nostri concittadini.
Voglio tornare ora sul movimento Leali per Atina per confermare a tutti i presenti che l’accoglienza ed il rispetto di Giandomenico per tutte noi è l’esempio lampante di chi crede nell’innovazione e non ha paura di essere condizionato da idee e contenuti distinti dai propri. Qui , nel contesto di Atina Libera, si crede fortunatamente nell’autonomia dei singoli e nel loro apporto specifico, nella diversa prospettiva dei problemi della pubblica amministrazione e, soprattutto, si crede nella forza dell’alternanza che è il vero strumento democratico dell’elettore. Il coraggio e la determinazione non sono mai abbastanza, e mettere in gioco me stessa per portare avanti le proposte di un gruppo di donne e raggiungere un obiettivo comune, certamente più grande di quello relativo alla sfera privata , credo, sia il segnale forte della responsabilità che ci vogliamo prendere. La motivazione della mia presenza è dovuta al fatto che non si può più stare a guardare Atina se si ha voglia di fare, se si hanno le giuste ambizioni per poter dire : ecco, cari giovani e care donne, percorriamo insieme la strada possibile per ridare entusiasmo ad Atina e agli Atinati.
Un esempio su cui riflettere? La promozione ed il marKeting di Atina e del suo territorio. Oggi questi due fattori sono gli aspetti primari per consolidare una presenza all’interno della provincia e della regione in un contesto nazionale ed internazionale. Occorrono strategie precise e scelte difficili, ma percorribili. Come procedere? Noi della lista Atina Libera ci siamo dati delle priorità: i nostri obiettivi sono la qualità e la partecipazione delle nuove generazioni in una società fondata sull’innovazione e sulla conoscenza.
Noi vorremmo indicare le direttive nel rispetto della qualità dell’offerta, della qualità dell’ambiente e delle strutture ricettive, intese queste come base di un progetto generale di uso del territorio, attento alla conservazione del centro storico e dei paesaggi rurali, che sono oggi la formula del mercato del lavoro e le attrattive turistiche più richieste a livello globale.
La mia esperienza, costruita con l’associazionismo culturale, con l’organizzazione di eventi e con vari progetti di sviluppo agroalimentare, è sostenuta e considerata positivamente e soprattutto può essere valutata in un contesto di potenzialità di questo comune; infatti, nell’eventualità che si possa conseguire l’obiettivo primario di offrire opportunità di lavoro, per esempio con l’iniziativa del paese della domenica, con l’individuazione di itinerari storico culturali, archeologici e delle civiltà italiche, monumentali e paesaggistici, con le iniziative dell’associazione delle Città del Vino di cui Atina fa parte, (a braccio per chiedere ai giovani di viaggiare su internet)
con l’enogastronomia e con tante opportunità, credo che Atina debba essere valorizzata nell’intero territorio per rispondere alle esigenze di un sistema turistico di Valle. Voglio in questa sede ricordare l’impegno condiviso con l’amica Ornella Di Paolo per uno studio di marKeting turistico della provincia che si chiama Promoter Territoriale, che pone al centro della fattibilità di uno sviluppo turistico di Valle, quattro grandi temi: la bellezza dei borghi, l’ospitalità di qualità, l’ambiente e l’agricoltura.
Poi voglio ricordare il Progetto Lacca ideato con l’amico Alberto Mancini, che è stato presentato al comune nel 2006 e che prevede la valorizzazione del prodotto artistico artigianale dei giovani talenti di questo comune, integrandolo con le attività dei giovani del Lazio Meridionale. Due progetti che devono essere gestiti in maniera specifica attraverso le strutture territoriali che sono: il centro Visitatori Val Comino, le pro loco e il Convento dei Frati Minori.
Se pensiamo al risultato ottenuto con piccoli progetti, per esempio quelli sperimentati da una associazione turistico enogastronomica come le Cannardizie, che mi pregio di rappresentare, immaginiamo cosa potrebbe scaturire se utilizzassimo la stessa metodologia in rapporto alle potenzialità di un territorio così vasto in qualità di amministratori insieme ad altri attori . I passaggi non sono difficili quando si ha la maturità e la conoscenza dei motori con cui partire a livello nazionale ed internazionale, ma difficile sarà interloquire con soggetti che già si sono mostrati sordi e miopi a tali iniziative.
Per quanto concerne gli eventi, invece, quelli sporadici e a volte inutili, sono frutto di un desiderio puramente spettacolare e a noi non servono se non hanno la capacità di fissare dei punti di continuità e di sviluppo economico. Per raggiungere il consolidamento di questo tipo di attrattiva , sono indispensabili tre tappe programmatiche: 1. la conservazione del patrimonio, 2. la cooperazione per adempiere ai progetti finanziari, 3. la comunicazione per promuovere al massimo il potenziale di Atina con le altre iniziative turistiche della Valle.
Si devono coinvolgere le persone operose di questo comune che, oltre a voler socializzare, vogliono sapere cosa fare e come fare per avvalorare le proprie attitudini e renderle compatibili con lo sviluppo economico del proprio paese. Informare l’agricoltore, la casalinga, il giovane disoccupato e persino la Terza Età sui sistemi integrati del turismo rurale.
Le iniziative possibili per Atina sono tantissime e la natura e la semplicità di questi luoghi sono le virtù e non le piaghe di Atina, basta infondere l’orgoglio del passato atinate e formare le nuove generazioni nella consapevolezza che la propria identità è una fonte di gratificazione morale ma anche fonte di economia. Si può costruire una rete dell’ospitalità turistica con le varie attività e i prodotti della tradizione e, attraverso le proprie abitazioni o i piccoli negozi chiusi da tempo, si può interagire con il mondo esterno. Questo è, per esempio il nuovo sistema, detto albergo diffuso che l’agenzia BIC LAZIO per lo sviluppo d’impresa ritiene particolarmente adeguato alle caratteristiche del nostro paese, facendo di Atina uno dei tre progetti pilota della Regione insieme a Castro dei Volsci e Montelànico. A volte non si conosce , non si comprende o non si vuole approfondire il concetto del mercato turistico , ma vi assicuro che il mio impegno ha dato ottimi risultati e, pur non potendo documentare in questo momento le attività che sono state svolte in sei anni dalla ristrutturazione della storica Cantina Visocchi posso assicurarvi che i mezzi per uscire dalla situazione di stallo ci sono. Esistono le facilitazioni finanziarie, legali e trasparenti, esistono le modalità per farsi apprezzare nei vari aspetti e settori del turismo. Credo di poter mettere a disposizione la mia esperienza ed implementare il lavoro svolto a vantaggio del settore agroalimentare, ma non è la formula per uscire dalle sabbie mobili dell’economia Atinate. Ci vuole intraprendenza ed autoimpresa. La piccola impresa familiare, giovanile e femminile, può compararsi ai fenomeni del mercato globale e stimolare la ripresa economica dell’intera comunità.
Atina centro storico ha questa vocazione insieme allo sviluppo dell’agricoltura di qualità e alle piccole industrie di alta specializzazione che, comunque, possono diversificare i prodotti nella compatibilità e sostenibilità dell’ambiente.
Concludo dicendo che bisogna riprendersi dallo sciok del passato, basta cominciare a guardare avanti con fiducia negli uomini e nelle donne di questa lista Atina Libera;
Bisogna infondere fiducia ai giovani che sono disamorati del sistema politico del nostro territorio ormai sterile e senza speranza;
bisogna intendere la cultura storica e sociale di Atina come una materia vivente ove le strutture interagiscono con le idee progettuali.
Non dico che si può fare, dico che si deve fare nel rispetto della democrazia e della libertà dei cittadini di Atina tutta . Grazie!