I costi della politica.

L’indennità degli amministratori era superiore del 10% a quella dovuta. Con la delibera di giunta n. 42 del 3/05/2010 sono state ridotte del 25% le indennità del sindaco, del vice sindaco e degli assessori del Comune di Atina con l’obbiettivo di voler ridurre i “costi della politica”. Secondo la delibera le indennità mensili in vigore nel 2009 prevedevano 2.169,12 per il sindaco, 433,82 euro per il vice sindaco e  325,37 per gli assessori. Queste indennità sono quelle previste dal Decreto ministeriale n. 119 del 4.4.2000 che prevede la misura minima dell’indennità mensile spettante al Sindaco di un Comune con popolazione da 3001 a 5000 abitanti fissandola in € 2.169,12 (L.4.200.000). Nella delibera vengono richiamate le varie norme che a partire dal 2000 hanno regolato la materia delle indennità ma non viene richiamata la legge 23.12.2005 n. 266 (finanziaria 2006), che riduceva del 10%, rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 settembre 2005, le indennità di funzione da corrispondere al Sindaco, al Vice Sindaco, agli Assessori Comunali e il gettone di presenza ai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute del consiglio comunale. La legge prevedeva che  a decorrere dalla data di entrata in vigore e per un periodo di tre anni, quindi fino al 2009, gli emolumenti degli amministratori non potessero superare gli importi risultanti alla data del 30 settembre 2005, ridotti del 10%. Così come  l’art. 61, della Legge n. 133/2008 dispone che sino all’anno 2011 è sospesa, per tutti gli Enti, la possibilità di incremento delle indennità e dei gettoni di presenza degli Amministratori degli Enti Locali. Il sindaco precedente percepiva la metà dell’indennità dell’attuale sindaco in quanto come prevede la legge è dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa. Al momento dell’insediamento del nuovo sindaco si è dovuta rideterminare la nuova indennità spettante ma non si è tenuto conto della riduzione del 10% prevista dalla legge nel 2006 e che bloccava l’indennità per tre anni. Quindi da quanto risulta dalla delibera n. 42 venivano applicate indennità superiori al 10% di quelle dovute secondo la legge. Bisognerebbe quindi accertare se si è trattato di un errore e se si è percepita una indennità superiore a quella spettante secondo la legge a danno delle casse comunali.

Sempre nell’ottica dei costi della politica.

Il sindaco di Atina dovrebbe essere il nuovo presidente dell’Unione dei comuni “Cominium” ma la legge regionale n. 20 del 2008 per il riordino delle Comunità montane dispone che i comuni aderenti ad Unioni di comuni non possono far parte della comunità montana. Il comune ha scelto con un’apposita delibera del consiglio comunale di far parte della comunità montana, quindi scegliendo la comunità montana non può far parte anche dell’Unione dei comuni. Tra l’altro al presidente e agli assessori  delle  unioni  di  comuni e delle  comunità  montane  sono  attribuite le indennità di funzione pari al 50 per cento dell’indennità prevista per un comune  avente  popolazione  pari  alla  popolazione  dell’unione  di comuni o alla popolazione montana della comunità montana.

Dalle carte risulta anche che il Comune di Atina disponga di un difensore civico, che non si sa bene di che si occupi, dato che questa dovrebbe essere una materia su cui lavorare. Di sicuro andrebbe verificato se percepisca una indennità dato che secondo l’art. 58 dello statuto comunale va stabilita ogni anno dal consiglio comunale e non risulta sia stato stabilito alcun compenso sia nella delibera di elezione che nei consigli tenuti fino ad ora. La legge n. 42/2010 ha previsto l’obbligo per i Comuni di sopprimere la figura del difensore civico dalla data di scadenza dell´incarico, le cui funzioni possono essere attribuite con convenzione al difensore civico provinciale. 

La scelta di ridurre in questo momento la propria indennità del 25% mentre per i parlamentari si parla di un  10%  è  certamente una scelta condivisibile e apprezzabile solo che sembra voler  “sanare”  una situazione che per alcuni anni vedeva corrispondere delle indennità superiori a quelle spettanti,  e se il vero obbiettivo è quello di ridurre i costi della politica si può cominciare a prendere in considerazione questi esempi.

 

Leave a Reply